L'economia russa sotto pressione: le sanzioni portano a tagli drastici!
Le sanzioni occidentali stanno portando a drastici tagli agli investimenti in Russia. Calano i prezzi del petrolio, economia sotto pressione.
L'economia russa sotto pressione: le sanzioni portano a tagli drastici!
L’economia russa si trova ad affrontare uno stress significativo, aggravato dalle nuove sanzioni occidentali, in particolare da parte del Regno Unito. Queste sanzioni riguardano principalmente le vendite di petrolio e gas, che sono fondamentali per le entrate russe. Secondo un rapporto di fr.de il governo russo è costretto a ridurre drasticamente gli investimenti in diversi settori.
Gli sviluppi attuali mostrano chiaramente che le entrate statali russe sono sotto pressione. Il prezzo del petrolio, originariamente stimato intorno ai 70 dollari al barile, è sceso sotto i 50 dollari. Di conseguenza, i programmi di investimento per settori chiave come l’aviazione, la produzione navale e l’industria high-tech saranno notevolmente ridotti. Secondo il rapporto, lo sviluppo dell'aviazione verrà ridotto del 22% a 78,8 miliardi di rubli (circa 868,75 milioni di euro), mentre il settore high-tech subirà perdite per 46 miliardi di rubli (circa 507 milioni di euro). op-online.de segnala sfide simili legate ai ricavi derivanti dalle vendite di petrolio e gas.
Tagli drastici nell’industria
L’industria automobilistica dovrà affrontare tagli per 35 miliardi di rubli (circa 385,8 milioni di euro), mentre il settore dei trasporti vedrà tagli per 25 miliardi di rubli (circa 275 milioni di euro). Inoltre, l’agenzia statistica russa Rosstat segnala un significativo calo della crescita economica, il che illustra ulteriormente la situazione critica generale.
Un rapporto interno del Ministero degli Esteri mostra gli effetti “significativi” delle sanzioni sull’economia russa. L’UE ha adottato il 17° pacchetto di sanzioni che, tra le altre cose, discute le tariffe sui fertilizzanti russi. La pressione sulla Russia aumenta anche a causa dei progressi nel controllo delle esportazioni di beni bellici attraverso paesi terzi come Armenia, Serbia e India. Questi sforzi sono volti a prevenire l’evasione delle sanzioni.
Flotta ombra e difficoltà di consegna
Un’altra area di preoccupazione è la cosiddetta “flotta ombra”, che consiste in navi obsolete che operano sotto false flag per eludere le sanzioni occidentali. L’UE ha iniziato a monitorare più da vicino questa flotta e alcuni Stati stanno ritirando le bandiere dalle navi. Tuttavia, gli sforzi volti a impedire a paesi come il Kazakistan, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia di aiutare la Russia a eludere le sanzioni hanno avuto scarso successo. La Cina in particolare è responsabile di circa l’80% dell’evasione delle sanzioni, ma nega qualsiasi complicazione.
Oltre a queste sfide, il 26 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accennato a nuove sanzioni contro la Russia. Questa possibile escalation delle sanzioni potrebbe essere una risposta alla continua aggressione della Russia contro l’Ucraina, che Trump ha già criticato in diverse occasioni. Tuttavia, resta da vedere quanto potranno essere efficaci queste nuove misure contro l’economia russa, soprattutto visti i miglioramenti registrati finora nelle relazioni tra Trump e la Russia.