Industria siderurgica sotto pressione: servono investimenti e decarbonizzazione!
L’industria siderurgica in Germania dovrà affrontare grandi sfide nel 2025, mentre restano ancora da realizzare gli investimenti necessari per la decarbonizzazione.
Industria siderurgica sotto pressione: servono investimenti e decarbonizzazione!
L’industria siderurgica in Germania deve affrontare enormi sfide, aggravate da una combinazione di fattori politici, economici e normativi. La pressione sui rivenditori e sulle imprese siderurgiche affinché producano risultati cresce, costringendo numerose aziende ad adottare misure come la digitalizzazione e le fusioni. Questi sviluppi sono strettamente legati alla situazione politica, che è caduta in una fase di stallo e di attesa dalla nomina di un nuovo Cancelliere federale il 6 maggio 2025. Tuttavia, gli incentivi agli investimenti previsti e le procedure di approvazione accelerate potrebbero offrire una via d’uscita da questa situazione.
Il settore edile è particolarmente colpito perché requisiti politici come normative rigorose, politica doganale e ampi requisiti ESG creano incertezza e quindi limitano le opzioni di acquisto. Inoltre, gli elevati prezzi dell’energia e delle materie prime gravano pesantemente sulla produzione dell’acciaio. La svolta positiva risiede nel programma di investimenti multimiliardari per ferrovie, strade ed energia, che è stato accolto con favore da molti nel settore. Tuttavia, la pressione per agire rimane grande.
Il ritardo negli investimenti e le sue conseguenze
Una massiccia necessità di investimenti per ridurre le emissioni di CO2 sta pressando il settore, con numerosi investimenti nella decarbonizzazione rinviati da tempo. Settori clienti un tempo forti dell'industria siderurgica sono attualmente in crisi, il che si traduce in un graduale calo della domanda di prodotti siderurgici. La sfida è aggravata dalla sovraccapacità, che aumenta i costi e crea rischi durante le fluttuazioni del mercato.
Il Green Deal dell’UE, comprese le iniziative “Fit for 55” e il meccanismo di adeguamento delle frontiere della CO2 (CBAM), non è stato ancora finalizzato e sta quindi ostacolando la pianificazione delle fasi di trasformazione delle aziende. Queste incertezze rendono la transizione verso una produzione rispettosa del clima molto più difficile. Nel frattempo la quota di acciaio importato cresce perché la produzione nazionale non è sufficiente a coprire la domanda.
Sfide finanziarie e prospettive future
Banche come UniCredit hanno riconosciuto l’urgenza e offrono supporto non solo attraverso finanziamenti a breve termine, ma anche attraverso consulenza a lungo termine. UniCredit, ad esempio, sostiene il progetto di decarbonizzazione del Gruppo SHS - Stahl-Holding-Saar con un investimento di 4,6 miliardi di euro, e sta investendo nella prima acciaieria a impatto climatico zero al mondo, che sarà costruita nel nord della Svezia e costerà oltre 6,5 miliardi di euro.
Il quadro normativo, i continui cambiamenti nel quadro giuridico dell’UE e la pressione per conformarsi agli standard ESG evidenziano la necessità di una solida pianificazione strategica nel settore. I trader si dimostrano resilienti negli anni finanziari difficili; quando ritorna la stabilità politica, possono anche sopravvivere alle crisi. Per molte aziende, il percorso verso una stabilità economica solida e sostenibile rimane un’impresa impegnativa. Nei prossimi mesi sarà cruciale stabilire se le linee guida politiche e la pressione normativa potranno essere utilizzate per riportare il settore su una base sostenibile.
L’industria siderurgica non è solo alle prese con aggiustamenti interni, ma deve anche superare sfide esterne che minano la pianificazione e la competitività. C’è una chiara necessità di agire per plasmare con successo il futuro del settore in Germania e in Europa. Marketsteel E Handelsblatt analizzare questi sviluppi e i loro effetti in dettaglio.