300mila euro per brontoloni alla cintura: OGH ribalta clausola assicurativa!
Il tribunale si è pronunciato a favore di un passeggero gravemente ferito la cui compagnia assicurativa ha dovuto pagargli 300.000 euro nonostante la “clausola di cintura”.
300mila euro per brontoloni alla cintura: OGH ribalta clausola assicurativa!
Con una sentenza straordinaria, la Corte Suprema (OGH) ha stabilito che un uomo rimasto ferito come passeggero in un grave incidente stradale ha diritto a un risarcimento di 300.000 euro, anche se non indossava la cintura di sicurezza durante la guida. L'incidente è avvenuto il 1 maggio 2020 e ha provocato lesioni gravi e permanenti che hanno lasciato l'uomo disabile al 100%. L'incidente è avvenuto su una strada privata, stretta e ripida, percorribile solo da veicoli speciali e accessibile da una strada pubblica. La vittima aveva stipulato un'assicurazione privata contro gli infortuni prima dell'incidente.
Tuttavia, la compagnia assicurativa si rifiutò di pagare perché una “clausola sulla cintura” nel contratto impone di indossare la cintura di sicurezza anche su strade non pubbliche. Inizialmente, la causa dell'uomo, che ha ricevuto il sostegno del suo rappresentante adulto e ha chiesto 300.000 euro, è stata respinta sia dal Tribunale commerciale che dal Tribunale regionale superiore di Vienna. I giudici hanno sostenuto che l'uomo non poteva dimostrare che le sue ferite sarebbero state meno gravi anche se avesse indossato la cintura di sicurezza.
Inversione di rotta nel processo
La decisione della Corte Suprema fa luce sul quadro giuridico relativo all'uso delle cinture di sicurezza. Guidare senza cintura di sicurezza non solo mette in pericolo la vita, ma anche svantaggi finanziari per il conducente o il passeggero. Negli incidenti causati da altri utenti della strada, una persona che non indossa la cintura di sicurezza potrebbe richiedere un risarcimento inferiore se viene dimostrato il concorso di negligenza. Questo argomento è di crescente attualità poiché si discute sempre più sull'obbligo di indossare le cinture di sicurezza.
In conclusione, questo caso è un esempio lampante di come i tribunali austriaci prendono decisioni che potrebbero avere effetti di vasta portata sulle pratiche assicurative e sui diritti delle vittime di incidenti. Con la sua decisione la Corte Suprema ha lanciato un segnale forte: le clausole contenute nei contratti assicurativi che contraddicono le disposizioni di legge non sono giuridicamente valide.
Ulteriori dettagli su questo caso possono essere trovati negli articoli di Oggi.alle E La stampa leggere.