L’India riduce gli acquisti di petrolio dalla Russia: Trump minaccia sanzioni dure!
Nell’agosto 2025, le esportazioni di petrolio russo verso l’India crollano a causa della minaccia di sanzioni e tariffe statunitensi. Uno sguardo agli sviluppi.

L’India riduce gli acquisti di petrolio dalla Russia: Trump minaccia sanzioni dure!
L’industria petrolifera russa si trova ad affrontare una sfida significativa poiché le esportazioni del paese verso l’India sono diminuite drasticamente del 66% a soli 400.000 barili al giorno nell’agosto 2025. A contribuire a questo calo, che rispetto a 1,5 milioni di barili al giorno nel luglio 2025, è stato il fatto che le raffinerie indiane sono rimaste caute nonostante le offerte di greggio russo (Urali). Questa situazione è in parte una risposta alle recenti minacce del presidente americano Donald Trump, che ha annunciato un inasprimento delle sanzioni contro il commercio petrolifero russo. Trump ha intensificato il suo tono duro nei confronti dell’India, minacciando tariffe e sanzioni secondarie per impedirle di acquistare petrolio russo.
Tuttavia, l'incaricato d'affari dell'ambasciata russa in India, Roman Babushkin, ha espresso la speranza che India e Russia trovino il modo di aggirare le sanzioni statunitensi. Ciò solleva interrogativi sulle future relazioni tra le due nazioni, soprattutto perché l’India è considerata un importante acquirente di petrolio per la Russia, soprattutto dopo il conflitto in Ucraina. L’amministrazione statunitense ha accusato l’India di trarre profitto dalle importazioni di petrolio russo a basso costo per rivenderlo, mentre il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha aspramente criticato gli acquisti indiani.
Il dilemma dell’acquisto di petrolio in India
Le compagnie petrolifere indiane come IOC, HPCL, BPCL e MRPL hanno già affermato di non aver chiesto di acquistare petrolio russo. In effetti, il calo delle importazioni di petrolio russo dall’India è significativo, poiché nell’anno precedente erano in media di 1,1 milioni di barili al giorno e sono salite fino a 1,9 milioni di barili al giorno nel 2024. Ciò si riflette anche nella situazione della Cina, che prevede di acquistare i volumi di petrolio abbandonati dall’India a prezzi ridotti. Ad agosto, la Cina ha importato quasi 75.000 barili al giorno, quasi raddoppiando la media annua di circa 40.000 barili.
Questi sviluppi fanno luce sulle tensioni geopolitiche aggravate dalle minacciate sanzioni statunitensi. Le sanzioni secondarie potrebbero non solo ridurre i benefici delle importazioni di petrolio indiano, ma anche minacciare l’accesso delle aziende indiane al sistema finanziario statunitense. Gli analisti avvertono delle possibili conseguenze economiche di un improvviso calo di 5 milioni di barili al giorno nel petrolio russo, che potrebbe far salire i prezzi del petrolio in modo brusco. Un aumento a 110-120 dollari al barile potrebbe aumentare l’inflazione di circa un punto percentuale, con conseguenze economiche significative per l’India.
Le implicazioni geopolitiche
Inoltre, l’India potrebbe impiegare fino a un anno per ridurre la propria dipendenza dal petrolio russo, evidenziando la complessità della situazione. Mentre l’India ha definito le nuove tariffe “ingiuste, ingiustificate e irragionevoli”, la Cina potrebbe rimanere esentata dalle nuove misure statunitensi poiché ha un volume commerciale maggiore con gli Stati Uniti. In questo contesto, il ruolo della Cina come cliente del petrolio russo potrebbe diventare più importante, soprattutto perché le banche cinesi rifiutano sempre più le transazioni russe, costringendo la Russia a utilizzare intermediari opachi.
Le decisioni geostrategiche che India e Cina prenderanno in questo contesto potrebbero avere implicazioni significative per la futura struttura del mercato petrolifero globale. Poiché l’UE continua a importare energia russa, è chiaro che le dinamiche del mercato petrolifero continueranno ad evolversi in questa tensione geopolitica.
La continua incertezza potrebbe portare a nuove sfide sia per la Russia che per il suo principale cliente, l’India, mentre la Cina cerca di posizionarsi in una posizione vantaggiosa. I prossimi passi saranno quindi attentamente seguiti poiché l’accesso al petrolio russo continua a rivelarsi una questione controversa.
Per maggiori informazioni leggi l'analisi dettagliata Mercurio E Messa a fuoco.